Le destinazioni

UN ANGOLO DI UMBRIA: SPOLETO, TREVI, BEVAGNA e MONTEFALCO
Un susseguirsi di colline, ricoperte di boschi ed uliveti, sulla cui sommità spesso si trovano antichi borghi e castelli; chilometri di sentieri e di percorsi che consentono di immergersi completamente nella natura, nell’arte e nella storia; ricche tradizioni enogastronomiche, culturali ed artigianali: questa è l’Umbria, definita il Cuore Verde d’Italia.

Per poter scoprire (o magari rivedere) un angolo di questa splendida regione, abbiamo pensato ad un weekend con base a Spoleto e visita di alcune delle più belle e suggestive cittadine nei suoi dintorni.
Il soggiorno prevede 2 notti in una struttura da noi selezionata nel cuore della città.

Il primo giorno sarà da dedicare alla visita di Spoleto: è incredibile come in una città tutto sommato piuttosto piccola, si possano concentrare così tante testimonianze che permettono di ripercorrere una storia dalle radici antichissime e dalle vicende estremamente variegate (colonia romana, capitale del Ducato di Spoleto sotto il dominio Longobardo, quindi entrata nell’orbita dello Stato Pontificio, di cui divenne un importantissimo centro, soprattutto dal punto di vista culturale).
Il Teatro Romano, l’Arco di Druso e la Casa Romana (attribuita a Vespasia Polla, madre dell’Imperatore Vespasiano), la Piazza del Mercato con la celebre Fontana, il Palazzo Comunale con la Torre del XIII secolo, la Torre dell’olio e Porta Fuga…
Ma soprattutto, la celeberrima Piazza Duomo, chiusa dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta (con affreschi del Pinturicchio e Filippo Lippi; in una delle nicchie è ancora conservata l’icona della Madonna donata da Federico Barbarossa alla città in segno di riconciliazione dopo averla saccheggiata anni prima…), dal Teatro Caio Melisso e da Casa Menotti. Poco distanti, la Chiesa di Sant’Eufemia ed il Palazzo Arcivescovile.
D’obbligo è salire fino alla Rocca Albornoziana, voluta da papa Innocenzo VI, che domina la città. Da qui si ha piena visuale del Ponte delle Torri: lungo 230m e alto più di 80m (non è per chi soffre di vertigini!), è il simbolo di Spoleto.
Consigliamo ancora una passeggiata nel Monteluco, bosco fittissimo di lecci sempreverdi, già considerato sacro dai romani, alla scoperta di numerosi eremi e grotte. E per finire, la Basilica di San Salvatore: rifatta nell’VIII secolo dai duchi Longobardi di Spoleto, è patrimonio dell’Unesco insieme ad altri edifici longobardi d’Italia.

Ma Spoleto è anche uno dei due estremi (l’altro è Assisi) della Fascia Olivata: lunga più di 40km, comprende migliaia di ettari di ulivi. Per il secondo giorno, quindi, vi proponiamo di uscire da Spoleto alla volta di Trevi immergendovi tra gli uliveti.
La prima sosta sarà alle Fonti del Clitumno: a pochi chilometri da Spoleto, infatti, le sorgenti del fiume Clitumno hanno dato vita ad un paesaggio quasi fiabesco (Corot, Byron, Carducci e, ancora prima, Plinio e Virgilio hanno tratto ispirazione da questo luogo) il cui assetto attuale è frutto di un’attenta sistemazione eseguita nella seconda metà del XIX secolo. Più avanti, in direzione di Trevi, potete fermarvi al Tempietto del Clitumno (anch’esso annoverato tra i patrimoni longobardi censiti dall’Unesco). Da qui proseguite per Trevi. 
Arroccata su un colle e inserita tra i Borghi più belli di Italia, è definita “Città dell’Olio”: per questo, oltre ad un giro del centro storico (Trevi ha avuto un’intensa vita commerciale e culturale tra basso Medioevo e Rinascimento e, pertanto, vale la pena visitarla), vi consigliamo il Museo della civiltà dell'Ulivo. Ospitato all’interno dell’ex convento di San Francesco, vicino all’omonima Chiesa e alla Pinacoteca comunale, è la dimostrazione concreta di come la coltivazione dell’ulivo e la produzione dell’olio siano strettamente legati alla storia e alla tradizione umbre, con tutte le implicazioni sociali ed economiche che ne derivano.

Il terzo giorno sarete in partenza, ma il consiglio è di fermarsi ancora a Montefalco e Bevagna.
Circondata da mura e in posizione elevata, Montefalco domina tutta la valle da Perugia a Spoleto (ed è per questo chiamata “Ringhiera dell’Umbria”). Nota per la produzione del famoso vino Sagrantino, il centro storico conserva molto dell’antico assetto medievale: il Palazzo Comunale, i palazzi signorili di Corso Mameli (del XV-XVII sec), la Chiesa di Santa Chiara, quella di San Bartolomeo e quella di Santa Lucia (nel nucleo più antico della città) e, infine, l’ex Chiesa di San Francesco, ora Pinacoteca Comunale, con affreschi del XV secolo.
Da qui alla prossima ed ultima tappa ci sono pochissimi chilometri: Bevagna. Circondata da una cinta muraria ancora in piedi per quasi tutto il perimetro, si accede al centro attraverso una delle porte medievali ancora perfettamente conservate: il Palazzo dei Consoli, le chiese romaniche di San Silvestro e di San Michele Arcangelo (entrambe del XII sec), il teatro romano ed i resti delle terme romane con i loro mosaici, la Chiesa di San Francesco sono solo alcuni dei tesori celati all’interno di questo piccolo borgo.
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