Le destinazioni

LA CARTAPESTA A LECCE
Un celebre geografo tedesco del XIX secolo, Ferdinand Gregorovius, ne rimase estasiato e la definì la “Firenze del Sud”: Firenze capitale del Rinascimento e Lecce capitale del Barocco, forse la massima (e più nota) espressione del patrimonio artistico leccese.
Sviluppatosi tra XVII e XVIII secolo soprattutto per decorare i numerosi edifici religiosi (l’elenco delle chiese di Lecce è lunghissimo!), fu poi esteso anche alle abitazioni private, nobili e non. La caratteristica pietra locale, grazie all’arte di abili scalpellini, si trasformò in meravigliosi elementi decorativi: motivi floreali, stemmi, figure umane ed animali, colonne, medaglioni che arricchirono (e tuttora arricchiscono) altari, colonne, facciate, balconi, portali.

Ma la maestria degli artigiani leccesi si è applicata nei secoli anche ad un altro materiale, la cartapesta: per la sua natura povera era quanto mai adatta per produrre in modo economico decorazioni di tutti i tipi, a cominciare dalle numerose statue dei Santi venerati negli edifici religiosi. Fu così che a Lecce fiorirono decine di botteghe artigiane di maestri cartapestai, spesso tramandate di padre in figlio, molte della quali sopravvivono tuttora.

Ed è per tutto questo che vi proponiamo un week end a Lecce durante il quale non dovrete assolutamente tralasciare la visita del “Museo della Cartapesta”.
Il soggiorno prevede 2 notti in una struttura da noi selezionata nel cuore della città.

Il primo giorno, dedicatelo alla scoperta del centro storico: Piazza Sant’Oronzo con la colonna su cui svetta la statua del Santo, l’Anfiteatro romano ed il Palazzo del Sedile, l’antico municipio della città; da qui raggiungete la Basilica di Santa Croce, la massima manifestazione del barocco leccese, insieme all’attiguo Palazzo dei Celestini e a Palazzo Adorno; proseguite verso la Chiesa di  Sant’Irene (con i numerosi altari riccamente decorati) ed il vicino ex Convento dei Teatini e di qui spingetevi fino a Palazzo Marrese e a Palazzo Palmieri fino a raggiungere Porta Napoli, una delle antiche porte di accesso alla città. Ripercorrendo a ritroso via Palmieri arriverete a Piazza Duomo con i propilei, la Cattedrale di Maria Santissima Assunta, il Palazzo Vescovile ed il Seminario, attuale sede del Museo Diocesano con un magnifico chiostro. Pochi minuti a piedi vi separano da Porta Rudiae e dall’ex Conservatorio di Sant’Anna (nel cortile, un plurisecolare ficus alto più di 15 m.), piegate verso il Teatro Romano e la vicina Chiesa di Santa Chiara (il controsoffitto, risalente alla prima metà del 1700, è interamente in cartapesta, opera degli artigiani che avevano le loro botteghe nella vicina Via Arte della Cartapesta!), quindi la Chiesa Di San Matteo e la Porta di San Biagio.
Rendete ancora più piacevole la visita facendo qua e là delle tappe per assaggiare le specialità dello street food locale (friselle, pasticciotti, rustici). E non dimenticate assolutamente di tornare in Piazza Duomo di notte, perché lo spettacolo della piazza e della Chiesa illuminate è davvero imperdibile (senza contare che a Lecce la “vita” continua fino a notte fonda, non è difficile trovarsi ancora per le strade del centro ad ore tarde)...

Il secondo giorno dedicatelo alla visita del Museo Castromediano (il più antico museo pubblico pugliese), con la sua ricca collezione archeologica, e al castello Carlo V dove ha sede anche il Museo della Cartapesta: circa 80 opere dei maestri cartapestai leccesi a partire dal XVIII secolo per conoscere più da vicino quest’arte.
Sicuramente sarà piacevole, dopo la visita, riposarsi nei viali della Villa Comunale, i bellissimi giardini pubblici di Lecce e poi ripartire alla volta delle botteghe degli artigiani della cartapesta: ce ne sono ancora tantissime in città e vale la pena visitarle…
Anche se avete già avuto modo di immergervi nella ricchezza del centro storico, vi consigliamo comunque di affidarvi, in questo secondo giorno, ad una guida professionista che, con un tour di un paio d’ore, vi consenta di apprezzare ancora meglio la ricchezza di questa città. Sarà un piacere organizzarlo per voi.

Il terzo giorno è quello della partenza, ma se avete ancora delle ore a disposizione recatevi al Museo Faggiano: all’interno di un’abitazione privata, consente un vero e proprio salto indietro nel tempo ripercorrendo gli oltre 2000 anni di storia della città. Da qui, spingetevi ancora fino alla Chiesa di San Nicolò dei Greci sorta proprio per i mercanti greci ed albanesi che vivevano qui.
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